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11 Agosto 2024

Hatshepsut:

La Faraona che Sfida la Storia e gli Stereotipi

Chi?
Hatshepsut, la figlia del faraone Thutmose I e della regina Ahmose, è una delle figure più straordinarie dell’antico Egitto. Nata in una dinastia reale e destinata a una vita da regina consorte, Hatshepsut si distinse per aver sfidato le tradizioni e rivendicato per sé un ruolo che solo gli uomini avevano fino ad allora ricoperto: quello di faraone.
Cosa?
Hatshepsut è passata alla storia come una delle poche donne a governare l’Egitto con il titolo di faraone. Nonostante inizialmente avesse assunto il ruolo di reggente per il giovane Thutmose III, il figlio del suo defunto marito Thutmose II, Hatshepsut si autoproclamò sovrana a tutti gli effetti, regnando per circa 22 anni con grande successo. Durante il suo regno, Hatshepsut portò l’Egitto a un’epoca di pace, prosperità e avanzamento culturale.
Quando?
Il regno di Hatshepsut ebbe luogo durante la XVIII dinastia, nel periodo del Nuovo Regno dell’antico Egitto, tra il 1479 a.C. e il 1458 a.C. Questo fu un periodo di grande espansione e ricchezza per l’Egitto, che sotto la guida di Hatshepsut vide una crescita economica e artistica senza precedenti.
Dove?
L’influenza di Hatshepsut si estendeva su tutto l’antico Egitto, ma è a Tebe, l’attuale Luxor, che il suo impatto è più visibile. Qui fece costruire uno dei più splendidi templi funerari della storia, a Deir el-Bahari, un complesso monumentale che ancora oggi attira l’ammirazione di studiosi e visitatori. Tebe fu anche il punto di partenza di alcune delle sue più famose spedizioni commerciali, come quella nella misteriosa Terra di Punt.
Perché?
La storia di Hatshepsut è una storia di ambizione, forza e intelligenza politica. Di fronte alla possibilità di essere relegata al ruolo di reggente, Hatshepsut prese una decisione audace: dichiararsi faraone e assumere tutti i simboli e le responsabilità del potere regale. Questa scelta non fu solo un atto di autoconservazione, ma un modo per garantire la stabilità del regno e proteggere la dinastia. Con la sua leadership, Hatshepsut riuscì a mantenere l’Egitto unito e a promuovere un’epoca di fiorente sviluppo.

Il Racconto

Nel cuore dell’antico Egitto, in un’epoca in cui il potere era quasi esclusivamente maschile, una giovane donna si trovò a fare una scelta impossibile. Hatshepsut, figlia del potente Thutmose I, era destinata a un ruolo importante ma secondario: quello di moglie del faraone. Quando suo marito, Thutmose II, morì prematuramente, lasciando come erede un figlio ancora bambino, il peso del regno cadde sulle sue spalle. Inizialmente, Hatshepsut accettò di agire come reggente per il giovane Thutmose III, ma presto la sua ambizione e la sua visione del potere la portarono a fare qualcosa di straordinario. Nel giro di pochi anni, Hatshepsut si proclamò faraone, rompendo con secoli di tradizione. Non si accontentò di essere la “regina madre” o di governare nell’ombra; adottò pienamente il titolo di faraone, indossando la barba posticcia e i simboli maschili del potere.
Durante il suo lungo regno, Hatshepsut guidò l’Egitto attraverso un periodo di grande prosperità. Organizzò spedizioni commerciali verso terre lontane, come la leggendaria Terra di Punt, da cui riportò ricchezze esotiche come oro, mirra e alberi di incenso, preziosi per il culto degli dèi. Fu anche una grande costruttrice: oltre al magnifico tempio di Deir el-Bahari, promosse la costruzione di numerosi obelischi e templi che celebravano la sua divina regalità. Ma la storia di Hatshepsut è anche una storia di rivalità e vendetta postuma. Dopo la sua morte, avvenuta intorno al 1458 a.C., Thutmose III, ormai adulto, decise di cancellare il ricordo della sua “madre” adottiva. Ordinò che le sue immagini e il suo nome fossero cancellati dai monumenti e dai registri ufficiali, nel tentativo di riscrivere la storia e riaffermare la supremazia maschile sul trono d’Egitto.

Per secoli, il nome di Hatshepsut fu dimenticato, la sua storia sepolta sotto strati di sabbia e pietra. Fu solo all’inizio del XX secolo che gli archeologi, tra cui il celebre Howard Carter, riscoprirono la sua tomba e i resti del suo regno. Nel 2007, grazie alle moderne tecniche di analisi del DNA, la mummia di Hatshepsut fu identificata, riportando alla luce la storia di una delle donne più potenti e affascinanti dell’antichità.

Curiosità su Hatshepsut

Una Faraona in Disfraz:
Hatshepsut si fece rappresentare nelle statue e nei rilievi come un uomo, con la barba posticcia e l’abito faraonico tradizionale. Questa scelta era una strategia per legittimare il suo potere in una società profondamente patriarcale.

Il Mito di Punt:
La spedizione verso Punt, una terra misteriosa e lontana, fu un grande successo. Tornò in Egitto con tesori che includevano mirra, ebano, avorio e addirittura piante vive di incenso, che furono piantate nei giardini del tempio di Deir el-Bahari. Vendetta Postuma:
Dopo la sua morte, Thutmose III cercò di cancellare Hatshepsut dalla storia. Questo atto di damnatio memoriae, la “condanna della memoria”, fu così efficace che per secoli la sua esistenza fu ignorata dagli storici.

Riscoperta e Riconoscimento:
La riscoperta della storia di Hatshepsut nel XX secolo ha portato a una rivalutazione del suo ruolo nella storia egizia. Oggi è vista non solo come una delle prime donne leader del mondo antico, ma anche come una delle più grandi faraone dell’Egitto.
Con la sua audacia e il suo straordinario senso politico, Hatshepsut non solo ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’Egitto, ma ha anche sfidato i limiti imposti dal suo tempo, diventando un simbolo di forza e determinazione femminile.
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