
13 Luglio 2024
Van Gogh: il mistero della sua morte

WHO?
Van Gogh Omicidio o suicidio?
INTRO
Era un pomeriggio di un torrido Luglio come il nostro, il 27 del mese. Quella sera Van Gogh tornò barcollante all’albergo Ravoux, con una ferita da arma da fuoco al ventre. Qualcuno gli chiese : “Un altro tentativo di suicidio?”, una domanda a cui il pittore rispose di sì con un accenno. Poi si trascinò su per le scale, e due giorni dopo lasciò il suo corpo fisico, morendo. Sulla sua testa era ancora visibile la cicatrice che si era procurato nel famoso taglio del suo orecchio.
WHAT?
Due famosi autori, premi pulitzer Steven Naifeh e Gregory White Smith hanno impiegato dieci anni di ricerche, che hanno compreso lo studio della corrispondenza di Van Gogh, i disegni, le opere ed anche i libri che il pittore avrebbe potuto leggere. Sono stati affiancati dal lavoro di oltre venti studiosi tra traduttori e ricercatori; il loro scopo quello di capire se si sia trattato di un suicidio o di un omicidio.
WHEN?
Ora torniamo in quel famoso pomeriggio sopra citato. È Luglio e la giornata è molto calda. Van Gogh è solito aggirarsi tra i campi che ci ha dato conoscere tramite i suoi dipinti, e qui quando è solo continua a farsi ispirare, portandosi sempre dietro pennelli e tele. Anche quel pomeriggio aveva con sé l’attrezzatura per dipingere.
WHY?
I due autori ipotizzano che quel pomeriggio Van Gogh, nel caldo che precede Agosto, tra quei campi fosse in compagnia. Un giovane sedicenne figlio in una famiglia abbiente dell’epoca e fratello di un amico di Van Gogh, era probabilmente con lui. Il suo nome René Secrétan.
René era solito vestirsi da cowboy ed andare in giro con una revolver arrugginita, che anche se di piccolo calibro era funzionante.
Quel pomeriggio quindi, avrebbero bevuto un po’ e chiacchierato, come pare fossero soliti fare. Viene riportato che per René ed un altro ragazzo, stare con Van Gogh fosse un modo anche per prendersene anche gioco, in maniera fanciullesca e piuttosto beffarda
HOW?
Le ipotesi di quel che sia accaduto, fatte dai due autori nella biografia pubblicata nel 2011 “Van Gogh: The Life”, si uniscono ed intrecciano con le supposizioni già fatte negli anni ‘30 da John Rewald, uno dei più importanti storici dell’epoca. J.Rewald aveva infatti visitato più volte la stanza di Van Gogh, studiandone ogni dettaglio, e sostenendo che le dinamiche dell’accaduto e la traiettoria del proiettile non fossero in linea con l’ipotesi del tentato suicidio.

É partito davvero un colpo di pistola accidentale tra quei campi di grano ed erba?
I due autori terminano dicendo che per loro, il colpo è partito dal ragazzino e che Van Gogh abbia provato una sorta di sollievo in quell’evento, facendosi cullare dall’idea di una morte che per lungo tempo aveva in qualche modo inseguito. In una vita fatta di tristezze e tormenti, un animo di piuma completamente trascinato dai venti. Così che, quel giorno, egli tornando all’albergo abbia forse mentito rispondendo di sì alla domanda sul tentativo di suicidio? Un po’ per non accusare il giovane ragazzo fratello di una persona a lui cara, -che era forse in compagnia anche di un secondo giovane-, un po’ perché in quel destino beffardo, egli aveva trovato la risposta alle sue molteplici domande. Una risposta a tutti i tormenti ed i dubbi che lo avvolgevano.
Nessuno saprà cosa sarà accaduto con certezza, solo quegli occhi chiari a noi tutti svelati dai suoi stessi autoritratti, sotto quel cappello di paglia con cui veniva visto andare verso i campi, saprebbero dirci la verità.
Il 29 Luglio, due giorni dopo quello che rimane un mistero, moriva Van Gogh. Il medico non riuscì ad estrarre la pallottola.
Termina così la storia che ricordiamo oggi.
E voi, cosa ne pensate?
- Trovate plausibile che Van Gogh abbia accolto la morte come se fosse finalmente arrivato il suo momento?
- Avete mai provato una vicinanza con i tormenti di qualche personaggio reale o di fantasia? Perché?
Scrivetecelo, la vostra risposta sarà pubblicata la settimana prossima!
Speriamo che la lettura vi abbia tenuto compagnia.
La Redazione


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