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14th Marzo 2026

Ci sono giorni in cui il mondo mente, giorni in cui dice il vero. Stasera dice il vero – e con quale triste e insistente bellezza. A.Camus

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I cavalli selvatici tornano dopo due secoli tra le steppe del Kazakhstan.

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Un gruppo di sette cavalli Przewalski, è stato trasportato via aerea da Berlino e Praga su un areoplano Ceco dell’air force verso il Kazakhstan.
Si tratta di due stalloni e cinque giumente.
Il signor Filip M. che parla come portavoce dello zoo di Praga, dove si trovavano due delle giumente ha detto: ” Questi sono gli unici cavalli selvatici rimasti nel mondo.
I mustang, ad esempio, sono cavalli addomesticati che con il tempo sono diventati selvaggi.”.
I cavalli Przewalski un tempo vivevano e vagavano per le vaste steppe erbose dell‘Asia centrale e si crede che siano stati addomesticati circa 5,500 anni fa.
Erano otto i cavalli destinati a partire, ma uno di loro è stato riportato allo zoo, perché al momento del viaggio non voleva restare in piedi. 

Sempre il signor Filip M. ha spiegato che i cavalli devono stare in piedi per tutte le ore del viaggio per permettere alla loro circolazione di avere il giusto funzionamento.

Il viaggio è durato circa 30 ore, perciò il cavallo che non voleva restare in piedi è rimasto allo zoo; sta bene ed è in salute ha sempre chiarito il portavoce, era solo un po’ stanco e confuso. Filip ha inoltre spiegato, come la presenza dei cavalli sia fondamentale per aiutare la regione a far fiorire la biodiversità ed i suoi benefici. Egli dice: “I cavalli spargono semi nelle loro feci e quando mangiano le piante estirpandole dal suolo, aiutano l’acqua ad attraversare il terreno. Inoltre le loro feci fertilizzano anche il terreno”. Poi aggiunge: “Per me, l’obiettivo di uno zoo del giorno d’oggi, non dovrebbe essere limitato solo alla protezione e l’allevamento delle specie che sono a rischio, ma è anche quello di permettere agli animali di tornare liberi, nelle terre che gli appartengono.”.
Nel 2011, lo zoo di Praga faceva parte di un progetto di reintegrazione di cavalli Przewalski in Mongolia.
Il progetto è continuato fino al 2019, lo stesso Filip M. ha aggiunto che ad oggi ci sono circa 1,500 cavalli selvatici in Mongolia.

Il progetto è continuato fino al 2019, lo stesso Filip M. ha aggiunto che ad oggi ci sono circa 1,500 cavalli selvatici in Mongolia.
C’è il progetto futuro di trasportare altri quaranta cavalli nei prossimi cinque anni. Hanno aderito e lavorato al progetto: Il comitato delle foreste e della fauna selvatica Kazako, lo zoo di Praga, il Tierpark zoo di Berlino, la società zoologica di Francoforte e l’associazione per la Conservazione della
Biodiversità del Kazakhstan.

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Lo sapevi che... ?

cavalli di Przewalski, anche detti cavalli selvatici mongoli o takhi
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A Cipro riemergono alla luce un tempio di 4.000 anni , ed un caso di omicidio:

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Ci troviamo a Cipro, e grazie al team italiano diretto da Luca Bombardieri, l’Erimi Archeological Project dell’Università di Siena, ad oggi è stato rivelato quello che potrebbe forse essere uno degli spazi sacri più antichi dell’isola, dalla quale si potranno ricavare nuove informazioni ed ipotesi sulla vita e la spiritualità degli antichi nostri simili abitanti di Cipro. Il mistero di questa cittadina non si limita soltanto alla bellissima scoperta appena fatta, ma anche alla cittadina stessa, perché abbandonata improvvisamente dagli abitanti a causa di un ipotetico invasore, ma che non fu mai distrutta. Gli abitanti dopo aver sigillato gli edifici non hanno più fatto ritorno.

Nessuno dopo il misterioso popolo ha mai più fatto ritorno; l’unica cosa che avvalga l’ipotesi dell’invasione sono dei danni da incendio che hanno distrutto una minima parte del tempio sacro ritrovato.

All’epoca questa cittadina di Cipro, si estendeva strategicamente per oltre mille metri quadrati lungo il fiume. Il luogo era stato scelto per la buona ventilazione, e la presenza di una pianta che nell’acqua dolce del fiume cresceva, garantendo un bellissimo colore rosso vivido che veniva usato per tingere i tessuti; infatti, proprio qui, sorgeva un atelier per l’epoca veramente avanzato e ben rifornito. Gran parte dell’economia di questa cittadina era proprio fondata sulla vendita di tessuti, famosi per il colore rosso vino ottenuto delle piante del fiume adiacente; nelle strutture della città che erano state abbandonate sono state ritrovate grandi quantità di questo colore.

Il tempio sacro di oltre 4.000 anni è invece una struttura semi deserta dove proprio al centro, un enorme monolite di scura pietra completamente levigata prendeva la scena, erigendosi e sovrastando un piccolo braciere ed una grande anfora da alcuni identificata come urna.
Ad oggi il monolite è crollato distruggendo l’anfora che si trovava al di sotto.
Il signor Luca B. ha detto: “ Le peculiarità di questo spazio, soprattutto se paragonato agli spazi circostanti il laboratorio di produzione, indicano che si tratta di un piccolo spazio sacro, il più antico effettivamente attestato in quest’isola, con interessante funzione culturale proprio perché situato all’interno del complesso del laboratorio. In questo modo, l’attività che sosteneva economicamente la comunità, coinvolgeva anche ideologicamente e simbolicamente i suoi membri” .

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 Il cold case portato alla luce:
La seconda scoperta invece, è quella di un cold case* ( cold case : un caso di omicidio irrisolto, che rimane aperto in attesa di nuove prove.) , che coinvolge una donna allacciandola probabilmente ad un serial killer, che secondo alcuni storici è stato l’autore di almeno quindici delitti nell’area di Cipro millenni fa.

Pare che la ragazza all’epoca ventenne, sia stata aggredita forse con una pietra o una lancia, ed ancora oggi siano visibili i segni di frattura e rottura della testa. Il corpo è stato trovato bloccato da un pesante macigno che era stato posto al di sopra del petto;  il corpo fu poi murato nell’abitazione. L’ipotesi della singolare sepoltura è che sia stata concepita per impedire allo spirito della ragazza di vagare sotto forma di fantasma infestando la cittadina ed il tempio.

Ancora oggi dopo millenni, ci troviamo a chiederci: “Chi sarà stato?”

Ogni epoca ha dei misteri, che talvolta sembrano intrecciarsi con quelli della nostra vita moderna.

E voi? Cosa ne pensate?

Sarah Rector e l’oro nero:

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Nel 1902, in America, nacque una bambina che venne chiamata Sarah. Prima di lei, i suoi antenati conobbero la schiavitù nelle tribù indiane delle tribù dei Creek; nel 1865 però la Guerra di Secessione cessò e finalmente la schiavitù fu abolita. A questo punto le persone che erano state rese…

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